La cosa andrebbe considerata anche per i film che, attualmente, stanno veramente passando il segno proponendo invenzioni non solo assurde, ma decisamente puerili.
Ho appena visto (in DVD, quindi in ritardo perchè io non vado più al cinema) il film "Prometheus" che pure è stato diretto da Ridley Scott. Ebbene, secondo me, nonostante che l'idea di base sia estremamente affascinante (e ripresa da una letteratura ormai abbondante e variegata), in molti punti la sceneggiatura sembra scritta da un deficiente: una spedizione spaziale ultratecnologica va alla ricerca (finanziata da un riccone con miliardi di dollari) dei nostri progenitori alieni per trovare una sorta di elisir di giovinezza.
Ebbene, per far accadere ciò che accade non trovano di meglio che usare membri dell'equipaggio totalmente idioti che si tolgono il casco in un ambiente alieno trovando che "l'aria è respirabile" - roba da filmetto anni 40 - oppure giocano sguaiati con una forma di vita aliena che, ovviamente, salta poi loro in bocca fecondandoli di mostri intramuscolo.
Poi ho visto "Ribelle" il film d'animazione della Disney Pixar dove, ad un certo punto, con tutte le possibilità che c'erano di sviluppare le problematiche di una ragazzina che si sente stretta all'interno delle convenzioni destinate al suo sesso, la trama inventa una strega che non c'entra niente e che, per errore, trasforma la madre della ragazzina in un orso.
Ebbene, da un terzo di film in poi, tutto il problema sarà trovare il modo di far ridiventare donna la mamma trasformata in orso! Io sono rimasto allibito. E nel cast dei creativi c'era anche Lassiter, che ha inventato Toy Story!....
Io credo che certamente occorre dare spazio alla fantasia e all'invenzione, anche assurda, ma credo che questa debba sempre essere plausibile, se siamo in un ambiente e in una trama realistica, o coerente con le caratteristiche dei personaggi, se siamo in un ambiente grottesco.
Voglio dire che se raccontiamo di Paperone, va bene anche il razzo che parte dal giardino di casa; ma comunque se Paperino cade dalla finestra del 5° piano, quando arriva a terra deve spiattellarsi malamente, e non può salvarsi aprendo un paracadute fatto al momento col fazzolettino di carta, altrimenti avremo bambini che salteranno nel vuoto e si uccideranno (com'è realmente accaduto).
Inoltre, sempre riguardo ai fumetti, ci dev'essere anche un limite all'assurdità: mi viene sempre in mente, in Topolino, la storia di "Drakula". Ho capito il grottesco, ho capito che non si poteva parlare di sangue, ma arrivare a dire che la vittima vampirizzata viene trasformata in una barbabietola mi sembra davvero aberrante. Si sono divertiti gli adulti? E i bambini? E poi ci si stupisce se le vendite di Topolino crollano.
Per quello che mi riguarda, per esempio, non ho ancora cominciato a scrivere una storia realistica di fantascienza perchè non ho ancora trovato un sistema plausibile (anche se totalmente inventato e fantasioso) per volare a velocità superiore alla luce. Questo per me è un problema gravissimo perchè qualunque racconto di viaggi intergalattici non può prescindere dalla relatività e dalle sue conseguenze, che rendono impossibile qualsiasi storia che voglia essere plausibile e quindi adatta ad un pubblico adulto e minimamente competente.
Se uno viaggiasse alla velocità della luce, il suo tempo scorrerebbe più lento rispetto a quelli che restano immobili sulla Terra e qualunque comunicazione sarebbe impossibile. Andate e ritorni sarebbero pure impossibili, perchè troveremmo vecchissimi quelli che abbiamo lasciato solo due anni fa (per noi).
Per non parlare dei famosi motori a curvatura che, per curvare lo spazio e creare quindi scorciatoie spaziali, avrebbero bisogno di quantità mostruose di energia che non si sa bene come produrre o immagazzinare. Esiste un libro interessante su questi argomenti ( La fisica di Star Treck - scritto da uno scienziato, pure appassionato della serie. Alla fine lui stesso non può che riconoscere l'elenco di una serie incredibile di castronerie).
Insomma, mi sembrano soluzioni che, per funzionare, contano non tanto sulla benevolenza del lettore, che dovrebbe essere disposto a soprassedere alla sua razionalità per continuare la lettura, quanto sulla sua ignoranza. Come minimo credo che romanzi del genere avrebbero bisogno di un lungo preambolo dove l'autore dovrebbe istruire il lettore sulle difficoltà incontrate e sui compromessi accettati, se non altro per istruirlo su come stanno veramente le cose. (Io credo che, se scriverò un romanzo di fantascienza, farò davvero così).
Altrimenti, alla fine, l'unico romanzo possibile sarebbe quello che racconta vicende provocate appunto dall'impossibilità di certi avvenimenti. Parto per un viaggio interstellare e racconto la noia di tale viaggio; lo stress per il tempo che non passa mai; la nostalgia di chi non potrò rivedere mai più; l'ansia per chi incontrerò...
Insomma, una volta di più, scrivere e inventare è una cosa più difficile di quello che si crede, mentre oggi molti libri, racconti, fumetti e film (lì è molto più grave perchè per farli si spendono moltissimi soldi che potrebbero davvero essere impiegati meglio) sono prodotti dal primo che capita, creando trame che sembrano scritte da amici e parenti per risparmiare, o dalla escort di turno, per darle un contentino e farsi poi dare qualcos'altro in cambio.
Vi prego, stanziate 50 euro in più per la sceneggiatura e affidatevi a un autore collaudato. Lui e la sua famiglia vi saranno riconoscenti, e i lettori, il pubblico, si divertiranno lo stesso e, magari, impareranno pure qualcosa. Magari anche solo evitando di impastarsi con la moto su un muro pensando che si può impennarsi, ruotare dieci volte su se stessi sgommando su una ruota sola, guidando con una mano sola e con l'altra sparando e fare pure centro (Mission Impossible 1 o 2 o quella che è)...











