Nella mia, purtroppo, ultradecennale esperienza posso dire che, se il contratto con l'Editore è importante, si è dimostrato altrettanto importante, se non di più, il contratto tra gli Autori, cioè, meglio, tra i Coautori.
Un'opera a fumetti, infatti, è quasi sempre un'opera collettiva che coinvolge lo Sceneggiatore e il Disegnatore (e spesso anche il Colorista, soprattutto quando il colore è molto impegnativo e caratterizza l'opera, come succede, per esempio, per molti cartonati francesi).
Ebbene, se l'opera è di proprietà dell'Editore il problema non si pone perchè lui è l'unico padrone e fa quello che vuole; ma se l'opera invece appartiene agli autori (che hanno solo ceduto i diritti per una pubblicazione e poi sono liberi di farne quello che credono) cosa succede?
I casi che possono succedere, in effetti, sono molti e variegati. Eccone alcuni:
- L'opera comune è una serie a fumetti di successo. Uno dei due si stanca o trova un lavoro migliore e vuole smettere. Cosa succede dell'altro coautore? Può continuare con un altro autore o la serie muore
con grave danno economico per almeno uno dei due? Altrimenti, se si continua, come si dividono i diritti, in questo caso?
- Uno degli autori vuole vendere a Caio e l'altro no. Siccome hanno ambedue il 50% lo stallo impedisce di decidere. Cosa si fa in tal caso?
- Lo sceneggiatore scrive una storia che all'altro non piace. Che si fa? Chi ha il potere di veto? E se il disegnatore disegna una scena che non soddisfa lo sceneggiatore?
- La serie ha talmente successo che occorre produrre di più e il disegnatore non ce la fa. Si ricorre ad un altro disegnatore. E i diritti che fine fanno? Come si divide?
- Idem se il disegnatore titolare si ammala e non può continuare. Che si fa?
- E via dicendo...
Ovviamente questo è un problema di abbondanza. Se la serie non funziona e deve chiudere il problema non si pone. Anche se, a dire il vero, anni dopo potremmo rivenderla o riprenderla, e allora il problema ridiventa tale (Nel caso peggiore, ci sono gli eredi con cui fare i conti!)
In verità non sono molti gli autori (e coautori) proprietari delle proprie opere. Tuttavia se questo avviene, il problema è importante perchè una sua cattiva gestione può avvelenare la collaborazione e portare a vere e proprie liti, come è accaduto per esempio, tra i famosi Goscinny e Uderzo sulla proprietà di Asterix.
Quindi le varie questioni conseguenti vanno pensate e risolte PRIMA di cominciare una collaborazione, sforzandosi di prevedere i vari casi e mettendo giù un promemoria, o meglio un vero e proprio Contratto tra Coautori, che ricordi ad ambedue i binari che guideranno la loro collaborazione.
In questo modo ognuno lavorerà dentro un "quadro normativo" certo e in definitiva si lavorerà più tranquilli.
Per citare il mio esempio, io e Cavazzano non abbiamo mai fatto contratti, quindi siamo proprietari dei nostri lavori al 50% e il resto è indefinito. Questo è stato un grave errore di gioventù. C'è da dire però che tra me e Cavazzano c'è una grande stima reciproca e non abbiamo mai avuto problemi ad accordarci di volta in volta.
Però cosa succederebbe se "Smalto e Jonny" piacesse a Jackson o a Tim Burton e questi chiedesse a me di scrivere una sceneggiatura per un colossal? Dovrei dare il 50% a Cavazzano? Credo di no... ma lui come la penserebbe? In ogni caso dovrei chiedere il suo permesso per riprendere in mano la serie e questo ci riporta ai casi di cui sopra.
Quindi da Cavazzano in poi ho sempre chiesto ai miei amici coautori di arrivare a definire un contratto che governasse la nostra collaborazione.
Anche l'Anonima Fumetti ha affrontato il problema fornendo delle soluzioni.
In particolare è interessante anche il contratto che prevede la figura dell'Autore Titolare.
Si tratta del caso in cui uno degli autori ha inventato la serie e ne è l'Autore principale, e si avvale di altri Autori che si sono "aggregati", possiamo dire, o hanno accettato l'incarico dal Titolare di disegnare quanto da lui previsto.
E' il caso, per esempio, di Castelli per Martin Mystere, dove lui, Autore Titolare della serie, si avvale di diversi collaboratori per realizzare tutte le storie, sia come disegno che come sceneggiatura, che sono quindi coautori delle sole storie che hanno realizzato e non, ovviamente, di tutta la serie o del personaggio.
La modalità di Autore Titolare andrebbe sempre utilizzata, secondo me, nel senso che ci dovrebbe sempre essere "uno che decide" altrimenti nelle questioni serie è molto probabile lo stallo. Ovviamente la titolarità riguarda le decisioni, non i soldi, che poi potrebbero ugualmente essere divisi al cinquanta per cento. Ecco,
in questa pagina, quello che propone Anonima Fumetti con la consulenza del SILF, il sindacato fumettisti.
Se avete altre idee e considerazioni da fare, fatemele sapere perchè non si finisce mai di imparare. Sarebbe bello arrivare ad un "Contratto Tipo" valido per tutti, un modello standard, insomma. Quindi se la cosa vi sembra utile, dite la vostra!