Guardate questo video minimalista che dimostra come si possa fare una cosa che funziona anche con poco. (Magari non è poco. C'è comunque un grande lavoro). Non che prima non si sapesse, ma ci metto il mio contributo anch'io.
Vi invito a vedere quindi quella bella sigla per il film francese basato sui racconti de IL PICCOLO NICOLAS, scritti das Goscinny (lo stesso di Asterix) e disegnati da Sempé.
Notizia presa dall'inesauribile AfNews.
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sabato 16 giugno 2012
Che bello! Semplice e bello.
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Cose Preziose
Una notizia incoraggiante: Il fumetto funziona!
AfNews riporta una notizia interessante in un articolo di Lettera43.it
Lo posto in questo blog perchè voglio averlo sempre reperibile, per superare i momenti di sconforto che pur arrivano numerosi vedendo quanto la gente parla, parla, parla di fumetto... e non compra.
Se poi a questa notizia sommiamo quella che dà per nata l'Agenzia Digitale in Italia, che si preoccuperà di sviluppare le nuove reti informatiche veloci che all'estero sono già una realtà e farà crescere la cultura digitale anche nel nostro paese (meravigliosamente dotato dalla Natura, dall'Arte, dalle Belle Donne, dalla Buona Cucina, dal Mare, dal Clima e spaventosamente disastrato in quanto a classe politica) magari ecco che il fumetto digitale decollerà e noi autori diventeremo finalmente ricchi... solo per qualche giorno, però, almeno finchè il fisco non vorrà la sua parte.
Amen!
A proposito di fisco, un'altra cosa, questa terribile, saputa sempre da AfNews.
Sembra che il fisco francese abbia chiesto a Uderzo una mole di soldi arretrati (più di 200.000 euro) con la motivazione che lui non è un autore (essendo Asterix proprietà intellettuale del solo Goscinny) ma solo un disegnatore, quindi un artigiano, mero esecutore di ordini altrui, come un imbianchino, insomma.
Ecco l'articolo completo qui.
Ognuno la penserà come vuole, ovviamente, ma me ne viene una certa soddisfazione malvagia di cui mi vergogno, certo, ma che non posso negare. Questo perchè finalmente, dopo tanti anni, si comincia a rendersi conto dell'importanza dello sceneggiatore, spessissimo dimenticato in favore del più appariscente disegnatore.
Come dire il valore non è solo in quello che si vede nel disegno delle vignette, ma anche e forse soprattutto, nel come quelle vignette sono state pensate e disposte. Ci voleva il fisco francese per dirlo?
Lo posto in questo blog perchè voglio averlo sempre reperibile, per superare i momenti di sconforto che pur arrivano numerosi vedendo quanto la gente parla, parla, parla di fumetto... e non compra.
Se poi a questa notizia sommiamo quella che dà per nata l'Agenzia Digitale in Italia, che si preoccuperà di sviluppare le nuove reti informatiche veloci che all'estero sono già una realtà e farà crescere la cultura digitale anche nel nostro paese (meravigliosamente dotato dalla Natura, dall'Arte, dalle Belle Donne, dalla Buona Cucina, dal Mare, dal Clima e spaventosamente disastrato in quanto a classe politica) magari ecco che il fumetto digitale decollerà e noi autori diventeremo finalmente ricchi... solo per qualche giorno, però, almeno finchè il fisco non vorrà la sua parte.
Amen!
A proposito di fisco, un'altra cosa, questa terribile, saputa sempre da AfNews.
Sembra che il fisco francese abbia chiesto a Uderzo una mole di soldi arretrati (più di 200.000 euro) con la motivazione che lui non è un autore (essendo Asterix proprietà intellettuale del solo Goscinny) ma solo un disegnatore, quindi un artigiano, mero esecutore di ordini altrui, come un imbianchino, insomma.
Ecco l'articolo completo qui.
Ognuno la penserà come vuole, ovviamente, ma me ne viene una certa soddisfazione malvagia di cui mi vergogno, certo, ma che non posso negare. Questo perchè finalmente, dopo tanti anni, si comincia a rendersi conto dell'importanza dello sceneggiatore, spessissimo dimenticato in favore del più appariscente disegnatore.
Come dire il valore non è solo in quello che si vede nel disegno delle vignette, ma anche e forse soprattutto, nel come quelle vignette sono state pensate e disposte. Ci voleva il fisco francese per dirlo?
martedì 12 giugno 2012
Umiltà, prima di tutto...
Quando facciamo, progettiamo, concludiamo qualcosa, siamo giustamente orgogliosi. Ma solo gli imbecilli si riposano sugli allori. Noi invece dobbiamo avere presente che ci sono altri che pensano, progettano e realizzano cose. Noi possiamo essere bravi, ma ci sono sempre persone più brave di noi. Il che non ci deve demoralizzare, ma ricordarci che la sfida continua e che dobbiamo sempre cercare di superarci e di fare il nostro meglio. Questo vale per noi e per l'Italia tutta!
Gli altri corrono, ragazzi, e noi dobbiamo inseguire.
A proposito di gente brava (molto più brava) date un'occhiata a questi lavori in 3D:
potete vedere dell'altro a questo indirizzo.
E poi questo lavoro per un videogioco.
potete vedere altro a questo indirizzo.
E poi questo:
con altre immagini a questo indirizzo.
Gli altri corrono, ragazzi, e noi dobbiamo inseguire.
A proposito di gente brava (molto più brava) date un'occhiata a questi lavori in 3D:
Si tratta della copertina di un libro che verrà pubblicato a breve. Sto cercando di capire come
procurarmelo. Qui sotto un dettaglio di quest'opera incredibile che a richiesto due anni di lavoro e documentazione per ricreare lo stile delle sculture dell'antica Persia
potete vedere dell'altro a questo indirizzo.
E poi questo lavoro per un videogioco.
potete vedere altro a questo indirizzo.
E poi questo:
con altre immagini a questo indirizzo.
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risorse per autori
mercoledì 6 giugno 2012
Parliamo un momento di politica
Noi sceneggiatori pensiamo molto; siamo costretti a farlo per lavoro, ma si sa, quando si lascia libera la mente, non sempre va dove vogliamo noi. Così oltre a paperi, topi e personaggi vari, ecco che pensiamo anche a come va il mondo, a quello che ci sta intorno e a come vorremmo che fosse.
In particolare in questi giorni sto seguendo quello che succede al Comune di Parma dove i "Grillini" hanno vinto e tutti aspettano di vedere cosa farà il neosindaco Federico Pizzarotti che è, evidentemente, un giovane laureato pieno di buone intenzioni ma probabilmente poco pratico del nuovo mestiere che ha appena intrapreso.
Ebbene, io non ho votato il movimento cinque stelle (che comunque osservo con interesse) tuttavia credo sia vergognoso sogghignare, come tanti fanno, nel vedere le difficoltà di questa persona che non
ha esitato a mettersi in gioco per portare avanti le proprie idee e cercare di migliorare le cose.
Se il comune di Parma è disastrato non è certo colpa sua, visto che è stato eletto da soli 15 giorni.
Certamente ci vuole del tempo anche e solo per capire come stanno le cose, visto che neanche l'importo del deficit comunale è ben definito.
Certamente Pizzarotti dovrà prendersi del tempo per studiare le carte e anche per capire come funziona (o non funziona) una macchina comunale che finora, pur nelle mani di "esperti" politicanti ha pur prodotto sono macerie.
Credo che Pizzarotti (e tutti gli altri come lui) abbiano tutto il diritto di non essere capaci, di dover imparare, di sbagliare e anche di non farcela (soprattutto se tutti gli altri gli mettono i bastoni tra le ruote).
L'unico dovere che hanno, secondo me, è di essere onesti e di agire in buona fede.
Se seguiranno questo dovere, consiglio quindi di inaugurare quella che chiamerei "l'era dello sputtanesimo" e di mettere online un diario accurato con tutto quello che faranno, nomi e cognomi di persone cui si rivolgeranno per ottenere aiuto, rivelando i sì e i no in modo che tutti i cittadini di Parma sappiano come stanno le cose, si rendano conto dei terribili problemi che ci sono da risolvere e di chi agisce a favore o contro la loro soluzione. Scopo della buona politica, infatti, non è prendersi delle rivincite, ma operare comunque e in ogni modo per il bene della propria comunità.
Poi, nel caso peggiore, si faranno nuove elezioni e i cittadini di Parma (che, grazie al loro voto, sono stati e sono in definitiva gli unici responsabili di quello che è successo e che accadrà) si regoleranno di conseguenza.
In fondo quello che sta succedendo a Parma potrebbe succedere a tutta l'Italia se, prima o poi, gli "esperti" che ci hanno portato a questa situazione decideranno di andarsene, godendosi le loro pensioni d'oro, e lasciando a noi le macerie. Quindi è meglio che lasciamo perdere i fumetti per un momento, e ci prepariamo.
Auguri a tutti!
In particolare in questi giorni sto seguendo quello che succede al Comune di Parma dove i "Grillini" hanno vinto e tutti aspettano di vedere cosa farà il neosindaco Federico Pizzarotti che è, evidentemente, un giovane laureato pieno di buone intenzioni ma probabilmente poco pratico del nuovo mestiere che ha appena intrapreso.
Ebbene, io non ho votato il movimento cinque stelle (che comunque osservo con interesse) tuttavia credo sia vergognoso sogghignare, come tanti fanno, nel vedere le difficoltà di questa persona che non
ha esitato a mettersi in gioco per portare avanti le proprie idee e cercare di migliorare le cose.
Se il comune di Parma è disastrato non è certo colpa sua, visto che è stato eletto da soli 15 giorni.
Certamente ci vuole del tempo anche e solo per capire come stanno le cose, visto che neanche l'importo del deficit comunale è ben definito.
Certamente Pizzarotti dovrà prendersi del tempo per studiare le carte e anche per capire come funziona (o non funziona) una macchina comunale che finora, pur nelle mani di "esperti" politicanti ha pur prodotto sono macerie.
Credo che Pizzarotti (e tutti gli altri come lui) abbiano tutto il diritto di non essere capaci, di dover imparare, di sbagliare e anche di non farcela (soprattutto se tutti gli altri gli mettono i bastoni tra le ruote).
L'unico dovere che hanno, secondo me, è di essere onesti e di agire in buona fede.
Se seguiranno questo dovere, consiglio quindi di inaugurare quella che chiamerei "l'era dello sputtanesimo" e di mettere online un diario accurato con tutto quello che faranno, nomi e cognomi di persone cui si rivolgeranno per ottenere aiuto, rivelando i sì e i no in modo che tutti i cittadini di Parma sappiano come stanno le cose, si rendano conto dei terribili problemi che ci sono da risolvere e di chi agisce a favore o contro la loro soluzione. Scopo della buona politica, infatti, non è prendersi delle rivincite, ma operare comunque e in ogni modo per il bene della propria comunità.
Poi, nel caso peggiore, si faranno nuove elezioni e i cittadini di Parma (che, grazie al loro voto, sono stati e sono in definitiva gli unici responsabili di quello che è successo e che accadrà) si regoleranno di conseguenza.
In fondo quello che sta succedendo a Parma potrebbe succedere a tutta l'Italia se, prima o poi, gli "esperti" che ci hanno portato a questa situazione decideranno di andarsene, godendosi le loro pensioni d'oro, e lasciando a noi le macerie. Quindi è meglio che lasciamo perdere i fumetti per un momento, e ci prepariamo.
Auguri a tutti!
martedì 5 giugno 2012
Le mie migliori storie Disney
Nel mio sito personale fumettiestorie ho creato una sezione dove intendo raccontare alcune delle storie create per la Disney, quelle cioè che per un motivo o per l'altro ritengo migliori. Analogamente farò lo stesso per le storie migliori create con mia moglie Manuela per le Winx.
La sezione è ancora in costruzione, per cui perdonate se non tutto è ancora funzionante.
Poi però, girando per il web, il caso ha voluto che trovassi proprio una delle storie che avevo scelto: "ZioPaperone e il ponte di Messina" disegnata dal prode Cavazzano, pubblicata sul sito www.issuu.com che offre un servizio veramente ben fatto.
Si tratta di un sistema basato su flash, che consente la pubblicazione protetta di qualsiasi rivista o giornale, in modo totalmente gratuito sia per il lettore che per l'editore. Basta registrarsi al sito e caricare poi, secondo una procedura molto semplice, il file PDF che si intende pubblicare.
In questo caso vi potete godere la storia di Paperone (caricata non so da chi); mentre io ho usato lo stesso sistema per mostrare l'anteprima delle mie raccolte di Capitan Rogers.
In ogni caso un sistema che funziona benissimo, valido per chiunque voglia mostrare in modo professionale i propri lavori.
La sezione è ancora in costruzione, per cui perdonate se non tutto è ancora funzionante.
Poi però, girando per il web, il caso ha voluto che trovassi proprio una delle storie che avevo scelto: "ZioPaperone e il ponte di Messina" disegnata dal prode Cavazzano, pubblicata sul sito www.issuu.com che offre un servizio veramente ben fatto.
Si tratta di un sistema basato su flash, che consente la pubblicazione protetta di qualsiasi rivista o giornale, in modo totalmente gratuito sia per il lettore che per l'editore. Basta registrarsi al sito e caricare poi, secondo una procedura molto semplice, il file PDF che si intende pubblicare.
In questo caso vi potete godere la storia di Paperone (caricata non so da chi); mentre io ho usato lo stesso sistema per mostrare l'anteprima delle mie raccolte di Capitan Rogers.
In ogni caso un sistema che funziona benissimo, valido per chiunque voglia mostrare in modo professionale i propri lavori.
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Disney
lunedì 28 maggio 2012
Mi è avanzato un soggetto...
Rovistando tra i file, ho trovato l'ultimo soggetto che avevo inviato alla Disney, in occasione del mio ritorno nel giugno 2011. Purtroppo, da allora, non sono riuscito ad avere una risposta definitiva dalla redazione, per cui ho pensato che forse era un modo garbato per dirmi di no. Così ho preferito togliere il disturbo e cessare definitivamente i miei rapporti con la Disney. Se uno in dieci mesi non trova il tempo di rispondere ad una e-mail, vuol dire che proprio non gli siete simpatico, non credete?
Però il soggetto l'avevo scritto e mi è rimasto nel cassetto. Così, visto che diversi appassionati di fumetto mi scrivono per sapere come si scrive un soggetto, lo pubblico come esempio. In effetti, a volte si impara di più dalle cose che vanno male, piuttosto che quelle in cui va tutto bene.
Come spiego nell'introduzione, allegata al soggetto e inviata con quello alla redazione, l'idea era quella di creare una piccola serie di storie di fantascienza che avrebbero preso in giro film famosi del genere, utilizzando i personaggi Disney "marziani". Per esempio il famoso STARSHIP TROOPERS, proprio della Disney. Ve li immaginate i paperi negli avveniristici costumi di una saga spaziale, con le situazioni cazzute e un po' paranoiche tipiche del film? Ma poi avremmo potuto saccheggiare altre famose saghe spaziali, da STAR WARS a 2001, a STAR TREK.
Alla fine arrivo anche ad ipotizzare, svolgendosi queste "cronache papero-marziane" in un lontanissimo passato in cui Marte era ancora abitato, che i terrestri (o almeno, i paperi terrestri) siano addirittura i discendenti di quei paperi astronauti e frequentatori del cosmo, caduti poi irrimediabilmente sulla terra in epoche primordiali, esportando quaggiù se non la loro civiltà, almeno le loro conoscenze, dando l'avvio alla nostra evoluzione.
Insomma, nell'esempio si vede come talvolta è necessario pensare i propri soggetti in termini un po' più ampi di una singola storia, ipotizzando di poter creare un seguito proprio se la prima della serie avesse successo.
Quello di crearsi un futuro, insomma, va preparato nel passato.
Tuttavia, come dicevo, la storia non è stata accettata ( o meglio, non è stata definitivamente accettata) per cui non se ne farà nulla. Però secondo me è carina e poteva funzionare e questo è un esempio di come funziona il nostro lavoro. Non sempre quello che piace all'Autore piace alla redazione, ma comunque occorre sempre presentare qualcosa di completo e ben confezionato. Se poi sarà lavoro inutile e non pagato, peggio per noi. E' comunque un fatto da sapere e da accettare, se volete mettervi a fare questo mestiere.
Ovviamente, però, in questo caso il soggetto è e resta mio e sarò libero di usarlo per un'altra storia (con altri personaggi, ovviamente, e nessun altro lo potrà utilizzare). Intanto, se vi interessa, leggetevelo in questa pagina, come se fosse un raccontino breve ma intenso.
Però il soggetto l'avevo scritto e mi è rimasto nel cassetto. Così, visto che diversi appassionati di fumetto mi scrivono per sapere come si scrive un soggetto, lo pubblico come esempio. In effetti, a volte si impara di più dalle cose che vanno male, piuttosto che quelle in cui va tutto bene.
Come spiego nell'introduzione, allegata al soggetto e inviata con quello alla redazione, l'idea era quella di creare una piccola serie di storie di fantascienza che avrebbero preso in giro film famosi del genere, utilizzando i personaggi Disney "marziani". Per esempio il famoso STARSHIP TROOPERS, proprio della Disney. Ve li immaginate i paperi negli avveniristici costumi di una saga spaziale, con le situazioni cazzute e un po' paranoiche tipiche del film? Ma poi avremmo potuto saccheggiare altre famose saghe spaziali, da STAR WARS a 2001, a STAR TREK.
Alla fine arrivo anche ad ipotizzare, svolgendosi queste "cronache papero-marziane" in un lontanissimo passato in cui Marte era ancora abitato, che i terrestri (o almeno, i paperi terrestri) siano addirittura i discendenti di quei paperi astronauti e frequentatori del cosmo, caduti poi irrimediabilmente sulla terra in epoche primordiali, esportando quaggiù se non la loro civiltà, almeno le loro conoscenze, dando l'avvio alla nostra evoluzione.
Insomma, nell'esempio si vede come talvolta è necessario pensare i propri soggetti in termini un po' più ampi di una singola storia, ipotizzando di poter creare un seguito proprio se la prima della serie avesse successo.
Quello di crearsi un futuro, insomma, va preparato nel passato.
Tuttavia, come dicevo, la storia non è stata accettata ( o meglio, non è stata definitivamente accettata) per cui non se ne farà nulla. Però secondo me è carina e poteva funzionare e questo è un esempio di come funziona il nostro lavoro. Non sempre quello che piace all'Autore piace alla redazione, ma comunque occorre sempre presentare qualcosa di completo e ben confezionato. Se poi sarà lavoro inutile e non pagato, peggio per noi. E' comunque un fatto da sapere e da accettare, se volete mettervi a fare questo mestiere.
Ovviamente, però, in questo caso il soggetto è e resta mio e sarò libero di usarlo per un'altra storia (con altri personaggi, ovviamente, e nessun altro lo potrà utilizzare). Intanto, se vi interessa, leggetevelo in questa pagina, come se fosse un raccontino breve ma intenso.
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martedì 22 maggio 2012
Dati di vendita dei giornali italiani
Credo sia utile fornire il link ad un sito molto utile per tutti quelli che si interessano di fumetto e di editoria in generale. Su primaonline.it potete trovare i dati di vendita (aggiornati a febbraio 2012) dei principali quotidiani, settimanali (tra cui Topolino) e mensili, che aderiscono al servizio di accertamento e diffusione stampa.
Si possono scaricare dei file in excel che forniscono i dati comparati con l'anno precedente.
E' tutto in calo a causa della crisi, ovviamente. Ma bisogna darsi da fare per risalire.
Invece per sapere come va nelle librerie, è utile questo articolo di Repubblica.
Si possono scaricare dei file in excel che forniscono i dati comparati con l'anno precedente.
E' tutto in calo a causa della crisi, ovviamente. Ma bisogna darsi da fare per risalire.
Invece per sapere come va nelle librerie, è utile questo articolo di Repubblica.
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sabato 19 maggio 2012
Paperinik e le tasse rapinatorie - Doverosa precisazione
Con mia grande soddisfazione, in questi giorni sta girando per il web la citazione di una mia storia : Paperinik e le tasse rapinatorie, pubblicata su Topolino n. 1956 del maggio 1993 e disegnata dall'ottimo Corrado Mastantuono.
Ringrazio tutti quelli che me l'hanno segnalata e hanno contribuito a diffondere il suo messaggio.
La storia mostra una grossa analogia con quello che accade ai giorni nostri: dovendo recuperare attraverso il fisco il denaro necessario al funzionamento del Comune di Paperopoli ( e anche quello necessario ai suoi privilegi, in particolare la nuova moquette del suo studio) il Sindaco non ha il coraggio di rivolgersi direttamente ai cittadini e così ha l'idea di rivolgersi ad un gruppo di TECNICI che dovranno spremere la gente al suo posto, prendendosi tutta l'impopolarità.
Vengono quindi assoldati tre esperti fiscali internazionali particolarmente feroci: Anatoly Spremitaskin,
John Mac Impost e Sergey Usurayovich. La banda Bassotti, però, intercetta i tre in arrivo all'aeroporto e si sostituisce a loro, forti del fatto che nessuno li conosce di persona.
Presentandosi quindi al sindaco travestiti da esperti, i tre bassotti cominciano a spremere i paperopolesi con tasse di ogni tipo (sull'età, sulle vacanze, sul calore aggiunto, sulle tasse pagate, ecc.) con l'idea di rapinare legalmente i paperopolesi e poi, alla fine, scappare con il malloppo.
L'intervento di Paperinik (che rischia di venir tassato sulla refurtiva recuperata) risolve il caso e smaschera i bassotti che, comunque, stavano soccombendo ad una rivolta dei cittadini esasperati.
Alla fine i tre esperti fiscali liberati da Paperinik, rendendosi conto di non poter spremere più di tanto i cittadini, se la prenderanno proprio con lui colpendolo con una tassa sulle imprese eroiche.
In fondo essere un eroe mascherato è un privilegio... quindi perchè no?
Una storia tutto sommato simpatica, disegnata molto bene da Mastantuono (non era facile; ci sono molte scene di massa, molti personaggi secondari, molte vignette complicate) che quindi oggi scriverei tecnicamente in modo diverso ma anche con un contenuto molto più cattivo.
Precisazioni
Dai commenti che leggo in rete, però, mi accorgo che è necessaria una precisazione per chi non è esperto di cose Disney: queste storie NON sono ispirate da Disney o dalla dirigenza Disney in generale. Sono create e inventate esclusivamente dagli autori italiani della Disney che le propongono di loro iniziativa alla Direzione e vengono pagati solo se sono accettate e pubblicate. La precarietà nel mondo del fumetto è sempre stata totale e quello che dico vale per me e anche per tutti i miei colleghi che hanno lavorato per anni creando la fama del Topolino.
Addirittura spesso occorre insistere perchè certe storie vengano approvate e pubblicate senza eccessive modifiche. Quindi quando hanno successo e vengono apprezzate dal pubblico, il merito è in gran parte degli autori e poi, eventualmente, del direttore che a suo tempo l'aveva approvata. In questo caso si tratta di Gaudenzio Capelli, uno dei migliori Direttori che abbia avuto il Topolino e che aveva sempre come primo obiettivo quello di valorizzare e mettere a proprio agio gli autori.
(Sembrerebbe una cosa ovvia per uno che "dirige". Invece sappiamo tutti come nei luoghi di lavoro la prima occupazione dei capi sembri quella di rompere i c.......i a quelli che lavorano, quasi per far loro dispetto. In realtà sappiamo tutti che, essendo molti capi inutili se non dannosi e spesso messi al loro posto solo da raccomandazioni o altri sordidi motivi, le loro angherie servono solo a far notare la loro presenza e a giustificare a se stessi il loro stipendio. Infatti spesso, quando se ne vanno o vengono cacciati o comunque il loro ufficio viene chiuso, non se ne accorge nessuno e magari l'azienda va pure meglio.)
A proposito di insistenze posso citare un caso esemplare capitato proprio a me: nel settembre 2002 sul Topolino n. 2440 venne pubblicata la mia storia " ZIo Paperone e la New economy" dove prendevo in giro e soprattutto spiegavo, in chiave paperopolese, la famosa bolla di internet che, dopo una crescita prodigiosa in borsa per il miraggio delle nuove tecnologie, scoppiò con gran fragore mettendo molti col sedere per terra.
(La storia in breve: Paperone è spiazzato dall'ascesa dei nuovi ricchi, ragazzini prodigio dell'informatica, che nei loro garage hanno creato imperi miliardari con le nuove tecnologie. Così, aiutato dai nipotini che gli spiegano come va il mondo, si lancia anche lui nelle dot.com creando siti di e-commerce e finanziando ogni sorta di start-up creando traffico internet a manetta. Rockerduk lo segue per non essere da meno. Ma presto Paperone si accorge che il traffico non è tutto e che queste imprese virtuali sono in realtà bolle d'aria senza sostanza. Così, prima che tutto crolli, Paperone torna alle cose reali di una volta, dando a internet il suo giusto valore di nuovo mezzo di informazione, cioè di "mezzo" piuttosto che di "fine" e lasciando la patata bollente in mano a Rockerduck.)
Ebbene la storia ebbe un grande successo tanto da venire citata da diversi quotidiani tra i quali la testata Il Resto del Carlino , con un bell'articolo di Antonio Grimaldi del 3 settembre 2002.
In quell'articolo l'allora direttrice Claretta Muci dichiarò:
«Fa parte della nostra linea editoriale scegliere delle storie attuali, che insegnino qualcosa ai più piccoli e magari chiariscano determinati concetti agli adulti. La storia sceneggiata da Pezzin, che è un esperto di Internet, ne è un tipico esempio, ma già in passato avevamo affrontato tematiche economiche e tecnologiche, dal mondo della posta elettronica alla diffusione dell'euro. E sicuramente non ci fermeremo qui».
Ebbene, Claretta Muci in realtà non voleva farmi scrivere quella storia e io dovetti insistere perchè lo facesse, convincendola che era un argomento attuale e interessante. Lei finalmente si lasciò convincere e più tardi mi girò una mail di una collega dirigente di Topolino che le aveva confessato di aver capito finalmente cos'era stata questa new economy proprio grazie alla storia di Topolino.
Così va il mondo.
Seconda precisazione.
Alla fine della storia sulle tasse rapinatorie, Paperinik, che aveva salvato la situazione, finisce tartassato a sua volta. Lo stesso succederà a Monti, credo, anche se grazie al nostro Presidente, potrà godersi la pensione da senatore a vita, scrivere libri che potrà presentare e pubblicizzare nella nostra TV pubblica e partecipare (a gettone) a migliaia di talk show e tavole rotonde, quadre e triangolari gestite dal Grande Giornalista di turno, strapagato e Scrittore lui stesso.
Il mondo del fumetto è una cosa diversa, naturalmente. Lì decine di bravi autori amati dal loro pubblico possono venire cacciati senza spiegazioni (e senza preavviso alcuno, semplicemente non chiamandoli più o non rispondendo alle loro email, anche dopo anni, decenni di collaborazione) e ovviamente senza soldi, senza esodi, cassa integrazione, liquidazioni, aiutini vari, senza lavoro e senza neanche una parola, tanto da spingerne molti alla depressione e qualcuno, forse, anche al suicidio.
Aah, il magico mondo del fumetto!
Ringrazio tutti quelli che me l'hanno segnalata e hanno contribuito a diffondere il suo messaggio.
La storia mostra una grossa analogia con quello che accade ai giorni nostri: dovendo recuperare attraverso il fisco il denaro necessario al funzionamento del Comune di Paperopoli ( e anche quello necessario ai suoi privilegi, in particolare la nuova moquette del suo studio) il Sindaco non ha il coraggio di rivolgersi direttamente ai cittadini e così ha l'idea di rivolgersi ad un gruppo di TECNICI che dovranno spremere la gente al suo posto, prendendosi tutta l'impopolarità.
Vengono quindi assoldati tre esperti fiscali internazionali particolarmente feroci: Anatoly Spremitaskin,
John Mac Impost e Sergey Usurayovich. La banda Bassotti, però, intercetta i tre in arrivo all'aeroporto e si sostituisce a loro, forti del fatto che nessuno li conosce di persona.
Presentandosi quindi al sindaco travestiti da esperti, i tre bassotti cominciano a spremere i paperopolesi con tasse di ogni tipo (sull'età, sulle vacanze, sul calore aggiunto, sulle tasse pagate, ecc.) con l'idea di rapinare legalmente i paperopolesi e poi, alla fine, scappare con il malloppo.
L'intervento di Paperinik (che rischia di venir tassato sulla refurtiva recuperata) risolve il caso e smaschera i bassotti che, comunque, stavano soccombendo ad una rivolta dei cittadini esasperati.
Alla fine i tre esperti fiscali liberati da Paperinik, rendendosi conto di non poter spremere più di tanto i cittadini, se la prenderanno proprio con lui colpendolo con una tassa sulle imprese eroiche.
In fondo essere un eroe mascherato è un privilegio... quindi perchè no?
Una storia tutto sommato simpatica, disegnata molto bene da Mastantuono (non era facile; ci sono molte scene di massa, molti personaggi secondari, molte vignette complicate) che quindi oggi scriverei tecnicamente in modo diverso ma anche con un contenuto molto più cattivo.
Precisazioni
Addirittura spesso occorre insistere perchè certe storie vengano approvate e pubblicate senza eccessive modifiche. Quindi quando hanno successo e vengono apprezzate dal pubblico, il merito è in gran parte degli autori e poi, eventualmente, del direttore che a suo tempo l'aveva approvata. In questo caso si tratta di Gaudenzio Capelli, uno dei migliori Direttori che abbia avuto il Topolino e che aveva sempre come primo obiettivo quello di valorizzare e mettere a proprio agio gli autori.
(Sembrerebbe una cosa ovvia per uno che "dirige". Invece sappiamo tutti come nei luoghi di lavoro la prima occupazione dei capi sembri quella di rompere i c.......i a quelli che lavorano, quasi per far loro dispetto. In realtà sappiamo tutti che, essendo molti capi inutili se non dannosi e spesso messi al loro posto solo da raccomandazioni o altri sordidi motivi, le loro angherie servono solo a far notare la loro presenza e a giustificare a se stessi il loro stipendio. Infatti spesso, quando se ne vanno o vengono cacciati o comunque il loro ufficio viene chiuso, non se ne accorge nessuno e magari l'azienda va pure meglio.)
A proposito di insistenze posso citare un caso esemplare capitato proprio a me: nel settembre 2002 sul Topolino n. 2440 venne pubblicata la mia storia " ZIo Paperone e la New economy" dove prendevo in giro e soprattutto spiegavo, in chiave paperopolese, la famosa bolla di internet che, dopo una crescita prodigiosa in borsa per il miraggio delle nuove tecnologie, scoppiò con gran fragore mettendo molti col sedere per terra.
(La storia in breve: Paperone è spiazzato dall'ascesa dei nuovi ricchi, ragazzini prodigio dell'informatica, che nei loro garage hanno creato imperi miliardari con le nuove tecnologie. Così, aiutato dai nipotini che gli spiegano come va il mondo, si lancia anche lui nelle dot.com creando siti di e-commerce e finanziando ogni sorta di start-up creando traffico internet a manetta. Rockerduk lo segue per non essere da meno. Ma presto Paperone si accorge che il traffico non è tutto e che queste imprese virtuali sono in realtà bolle d'aria senza sostanza. Così, prima che tutto crolli, Paperone torna alle cose reali di una volta, dando a internet il suo giusto valore di nuovo mezzo di informazione, cioè di "mezzo" piuttosto che di "fine" e lasciando la patata bollente in mano a Rockerduck.)
Ebbene la storia ebbe un grande successo tanto da venire citata da diversi quotidiani tra i quali la testata Il Resto del Carlino , con un bell'articolo di Antonio Grimaldi del 3 settembre 2002.
In quell'articolo l'allora direttrice Claretta Muci dichiarò:
«Fa parte della nostra linea editoriale scegliere delle storie attuali, che insegnino qualcosa ai più piccoli e magari chiariscano determinati concetti agli adulti. La storia sceneggiata da Pezzin, che è un esperto di Internet, ne è un tipico esempio, ma già in passato avevamo affrontato tematiche economiche e tecnologiche, dal mondo della posta elettronica alla diffusione dell'euro. E sicuramente non ci fermeremo qui».
Ebbene, Claretta Muci in realtà non voleva farmi scrivere quella storia e io dovetti insistere perchè lo facesse, convincendola che era un argomento attuale e interessante. Lei finalmente si lasciò convincere e più tardi mi girò una mail di una collega dirigente di Topolino che le aveva confessato di aver capito finalmente cos'era stata questa new economy proprio grazie alla storia di Topolino.
Così va il mondo.
Seconda precisazione.
Alla fine della storia sulle tasse rapinatorie, Paperinik, che aveva salvato la situazione, finisce tartassato a sua volta. Lo stesso succederà a Monti, credo, anche se grazie al nostro Presidente, potrà godersi la pensione da senatore a vita, scrivere libri che potrà presentare e pubblicizzare nella nostra TV pubblica e partecipare (a gettone) a migliaia di talk show e tavole rotonde, quadre e triangolari gestite dal Grande Giornalista di turno, strapagato e Scrittore lui stesso.
Il mondo del fumetto è una cosa diversa, naturalmente. Lì decine di bravi autori amati dal loro pubblico possono venire cacciati senza spiegazioni (e senza preavviso alcuno, semplicemente non chiamandoli più o non rispondendo alle loro email, anche dopo anni, decenni di collaborazione) e ovviamente senza soldi, senza esodi, cassa integrazione, liquidazioni, aiutini vari, senza lavoro e senza neanche una parola, tanto da spingerne molti alla depressione e qualcuno, forse, anche al suicidio.
Aah, il magico mondo del fumetto!
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E' fatta! Finalmente è ... simplicissimus.
Come avete visto ho trovato un altro servizio che consente l'autopubblicazione in modo semplice ed efficace: è quello fornito da Simplicissimus Book Farm Srl, attraverso il sito sbfnarcissus.it.
Questi canali di autopubblicazione certamente hanno pregi e difetti (e ne parlerò man mano che me ne farò esperienza) ma questo ha soprattutto la qualità di essere tutto italiano, di essere a Loreto, nelle Marche (ma con un ufficio commerciale a Milano) e di essere ben raggiungibile per email e telefono, se serve, cosa che non si può dire di Lulu con cui è sempre farraginoso dialogare.
Ecco quindi come funziona, tenendo conto che, comunque, Narcissus non impone nessuna esclusiva e quindi quello che pubblicate qui potete pubblicarlo anche altrove, di fatto moltiplicando la vostra visibilità.
C'è da dire che per essere pubblicati automaticamente anche su Apple Store o su Amazon Kindle Store i libri devono essere in Epub, ma, come dicevo, è possibile convertirli attraverso un servizio a pagamento della stessa Narcisssus.
Su un prossimo Post altre considerazioni su Narcissus e altri siti di Self Publishing.
Questi canali di autopubblicazione certamente hanno pregi e difetti (e ne parlerò man mano che me ne farò esperienza) ma questo ha soprattutto la qualità di essere tutto italiano, di essere a Loreto, nelle Marche (ma con un ufficio commerciale a Milano) e di essere ben raggiungibile per email e telefono, se serve, cosa che non si può dire di Lulu con cui è sempre farraginoso dialogare.
Ecco quindi come funziona, tenendo conto che, comunque, Narcissus non impone nessuna esclusiva e quindi quello che pubblicate qui potete pubblicarlo anche altrove, di fatto moltiplicando la vostra visibilità.
La procedura è molto simile a quella attraverso Lulu, ma per alcuni aspetti anche più semplice.
Ci si iscrive al sito e subito si può accedere all'area di pubblicazione, dove è possibile caricare i propri file in PDF o in formato Epub.
Si inserisce il titolo e una breve descrizione del libro, ecc., secondo quando indicato sul modulo di caricamento...
Si inserisce il titolo e una breve descrizione del libro, ecc., secondo quando indicato sul modulo di caricamento...
Se si inserisce un Epub, questo deve essere validato, nel senso che deve essere verificata la sua corrispondenza allo standard internazionale e quindi sia leggibile dalla maggior parte dei dispositivi.
Se non siamo in grado di fornire un Epub valido, Narcissus può perfezionarlo per noi con un costo di
0,60 Euro per cartella.
Se si carica un PDF, invece, lo si può fare direttamente senza problemi.
Poi si carica l'immagine della copertina.
(A questo proposito, notare che sugli scaffali le copertine sono in orientamento classico verticale - dimensioni immagine 800x600 - mentre nel mio caso i PDF sono ad orientamento orizzontale. Occorre quindi caricare il PDF orizzontale, ma anche una copertina verticale che sarà quella che apparirà sullo scaffale. Altrimenti, se la copertina fosse orizzontale come il PDF, sullo scaffale apparirebbe tagliata, con un brutto effetto per chi deve sceglierla e acquistare il prodotto.
Io all'inizio avevo sbagliato, ma Narcissus è stato veloce a sostituire le copertine che io avevo prontamente modificato, e tutto si è risolto in fretta.)
Continuando la procedura di pubblicazione ci si fa assegnare un numero ISBN italiano (acquistandolo per 4 Euro) oppure se ne carica uno che già si possiede (se lo abbiamo comprato per esempio sul sito isbn.it , dove però costano 10 Euro cadauno, acquistandone almeno dieci alla volta).
0,60 Euro per cartella.
Se si carica un PDF, invece, lo si può fare direttamente senza problemi.
Poi si carica l'immagine della copertina.
(A questo proposito, notare che sugli scaffali le copertine sono in orientamento classico verticale - dimensioni immagine 800x600 - mentre nel mio caso i PDF sono ad orientamento orizzontale. Occorre quindi caricare il PDF orizzontale, ma anche una copertina verticale che sarà quella che apparirà sullo scaffale. Altrimenti, se la copertina fosse orizzontale come il PDF, sullo scaffale apparirebbe tagliata, con un brutto effetto per chi deve sceglierla e acquistare il prodotto.
Io all'inizio avevo sbagliato, ma Narcissus è stato veloce a sostituire le copertine che io avevo prontamente modificato, e tutto si è risolto in fretta.)
Continuando la procedura di pubblicazione ci si fa assegnare un numero ISBN italiano (acquistandolo per 4 Euro) oppure se ne carica uno che già si possiede (se lo abbiamo comprato per esempio sul sito isbn.it , dove però costano 10 Euro cadauno, acquistandone almeno dieci alla volta).
La procedura è mediata dalla redazione di Narcissus, nel senso che, una volta caricato i files che vogliamo pubblicare, questi devono essere processati, cioè verificati e completati da Narcissus (che nel caso dei miei PDF, senza protezione, ha inserito semplicemente una pagina in coda che indica il nome del possessore (un ex-libris, insomma).
Alla fine del processo, Narcissus mi avverte che posso pubblicare il file dopo aver scelto il prezzo.
L'autore dispone di un pannello di controllo dal quale può in ogni momento modificare i dati relativi al file pubblicato: descrizione, prezzo, ecc. senza necessità di pubblicare una riedizione.
Insomma è semplicissimus e chiunque può iscriversi e verificarlo facilmente.
Dopo la pubblicazione il libro appare sugli scaffali del sito. Se viene venduto, sul pannello di controllo appare un grafico con gli andamenti delle vendite (uno per titolo - la cosa è un po' macchinosa se uno ha molti titoli). Ogni fine mese però Narcissus emetterà un report riepilogativo con il dettaglio delle vendite per i vari ebook e sui diversi market collegati, con la cifra che spetta all'autore.
La quale corrisponde al 60% del prezzo di copertina. Narcissus, cioè, trattiene per sè in cambio del servizio, il 40% che però è comprensivo della percentuale che Narcissus stessa cede ad altri rivenditori che vendono il libro sul loro market.
Come su Lulu, occorre tener presente che la percentuale che cediamo al "Pubblicatore" copre non solo le spese per la gestione del pagamento da parte del lettore, ma anche la funzione di sostituto d'imposta, il che ci esime dall'aprire una partita IVA come dovrebbe essere nel caso che vendessimo noi direttamente, da un nostro sito, gli stessi prodotti.
Inoltre si usufruisce indubbiamente di maggiore visibilità perchè, come dicevo prima, pubblicando su Narcissus, non si vende il libro solo da loro, ma anche su tutti i siti - librerie online che sono collegati alla loro rete.
Ecco qui un elenco temporaneo (nel senso che crescerà con il tempo) :
Amazon Kindle Store Apple IBook Store Biblet Store BOL ebook Edizioni Il Punto D’Incontro IBS Il Giardino Dei Libri LaFeltrinelli MediaWorld Ultima Books 9am DEAStore libreriauniversitaria webster libreriarizzoli bookrepublic ebookizzati librisalus libreriafantasy thefirstclub ebookvanilla omniabook ebookgratis SubMarino unilibro
Alla fine del processo, Narcissus mi avverte che posso pubblicare il file dopo aver scelto il prezzo.
L'autore dispone di un pannello di controllo dal quale può in ogni momento modificare i dati relativi al file pubblicato: descrizione, prezzo, ecc. senza necessità di pubblicare una riedizione.
Insomma è semplicissimus e chiunque può iscriversi e verificarlo facilmente.
Dopo la pubblicazione il libro appare sugli scaffali del sito. Se viene venduto, sul pannello di controllo appare un grafico con gli andamenti delle vendite (uno per titolo - la cosa è un po' macchinosa se uno ha molti titoli). Ogni fine mese però Narcissus emetterà un report riepilogativo con il dettaglio delle vendite per i vari ebook e sui diversi market collegati, con la cifra che spetta all'autore.
La quale corrisponde al 60% del prezzo di copertina. Narcissus, cioè, trattiene per sè in cambio del servizio, il 40% che però è comprensivo della percentuale che Narcissus stessa cede ad altri rivenditori che vendono il libro sul loro market.
Come su Lulu, occorre tener presente che la percentuale che cediamo al "Pubblicatore" copre non solo le spese per la gestione del pagamento da parte del lettore, ma anche la funzione di sostituto d'imposta, il che ci esime dall'aprire una partita IVA come dovrebbe essere nel caso che vendessimo noi direttamente, da un nostro sito, gli stessi prodotti.
Inoltre si usufruisce indubbiamente di maggiore visibilità perchè, come dicevo prima, pubblicando su Narcissus, non si vende il libro solo da loro, ma anche su tutti i siti - librerie online che sono collegati alla loro rete.
Ecco qui un elenco temporaneo (nel senso che crescerà con il tempo) :
C'è da dire che per essere pubblicati automaticamente anche su Apple Store o su Amazon Kindle Store i libri devono essere in Epub, ma, come dicevo, è possibile convertirli attraverso un servizio a pagamento della stessa Narcisssus.
Su un prossimo Post altre considerazioni su Narcissus e altri siti di Self Publishing.
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venerdì 18 maggio 2012
ROBIN e MARY - Grandi Avventure: Il castello degli orrori.
E' il terzo episodio della serie e, secondo me, una delle storie più simpatiche, dove mi sono divertito a ricreare molte delle tipiche situazioni horror: l'oggetto maledetto; la vecchia locanda abitata dal servo del Male; la famiglia di vampiri, lo scienziato pazzo, la banda di banditi deficienti alle prese con orrori peggiori di loro.
Il castello della famiglia Drakulia, la quale famiglia è visibile qui sotto.
E' chiaro che tra di loro... non scorre buon sangue! Eh! Eh!
E' chiaro che tra di loro... non scorre buon sangue! Eh! Eh!
Da sinistra, la suocera di Drakulia, la contessa Asfizia di Sassonia; poi il conte Drakulia,
la moglie Viperja e la figlia Rospja, che vedremo sposata con il professor Frakkestain.
L'arrivo dei nostri eroi alla taverna maledetta, nei pressi del castello...
La Banda Volponi è sulle tracce dei nostri per rubare lo scettro maledetto
e ovviamente incontra i terribili lupi transilvani...
... finendo per esplorare luoghi innominabili ed oscure presenze.
Insomma, una storia da leggere tutta d'un fiato, soli in una stanza isolata e a notte fonda. Se poi va via la luce e dobbiamo leggere a lume di candela, ancora meglio!
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